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08 Luglio 2026
Morti sul lavoro: la proposta di legge C. 2849 assegnata alla Commissione Giustizia
La proposta di legge C. 2849, finalizzata a introdurre nel Codice penale specifiche fattispecie di reato per gli infortuni sul lavoro con conseguenze mortali e per le lesioni personali gravi o gravissime, è stata assegnata alla II Commissione Giustizia della Camera, in sede referente. È importante precisare che si tratta ancora di una proposta di legge e non di una norma già in vigore.
Cosa prevede la proposta di legge C. 2849: introdurre nel Codice penale il reato denominato nel testo legislativo “omicidio sul lavoro” e quello di lesioni personali gravi o gravissime sul lavoro. Le nuove fattispecie sarebbero applicabili quando l’evento sia collegato alla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. L’obiettivo è quindi creare una disciplina più specifica per gli eventi lesivi che si verificano in ambito lavorativo. Le modifiche riguarderebbero anche il Codice di procedura penale, il D.Lgs. 81/2008 e il D.Lgs. 231/2001; assume particolare importanza la capacità dell’azienda di dimostrare di avere valutato correttamente i rischi e adottato misure adeguate ed effettivamente applicate, poter ricostruire in modo chiaro quali interventi siano stati messi in atto e come siano stati gestiti i rischi concretamente presenti nelle attività lavorative. Per le imprese questo significa verificare che il Documento di Valutazione dei Rischi sia aggiornato, che la formazione e l’addestramento siano coerenti con le mansioni svolte e che macchine, impianti e attrezzature siano regolarmente controllati e manutenuti. È inoltre necessario che ruoli, compiti e responsabilità siano chiaramente definiti e che procedure, controlli e attività di vigilanza trovino concreta applicazione negli ambienti di lavoro.
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve rappresentare in modo realistico l’organizzazione aziendale, le mansioni, le attrezzature, gli ambienti di lavoro e le misure adottate. Eventuali modifiche ai processi, agli impianti o alle modalità operative devono essere considerate attraverso un aggiornamento puntuale. Per le aziende dotate di un Modello 231 o di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, è quindi opportuno controllare la coerenza tra documenti, responsabilità assegnate e attività realmente svolte. Audit, controlli interni, riunioni periodiche e attività di monitoraggio devono permettere di verificare che quanto previsto nei documenti trovi effettiva applicazione nella gestione quotidiana della sicurezza. La tracciabilità assume un ruolo centrale: formazione, addestramento, manutenzioni, consegna dei DPI, verifiche operative, segnalazioni e interventi correttivi devono essere documentati in modo chiaro.
