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21 Maggio 2024

Near miss e sicurezza sul lavoro: definizione, segnalazione e gestione

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Il near miss è un evento inatteso e indesiderato, che non ha provocato danni a cose o persone, ma che aveva il potenziale per farlo.Un esempio può essere utile a chiarire meglio il concetto di mancato infortunio. Nel caso, ad esempio, di un oggetto pesante, lasciato incustodito su una superficie molto alta e non perfettamente piana, il pericolo è dato dalle caratteristiche specifiche dell’oggetto (il peso) e dalla sua posizione (in alto, in bilico). Si possono quindi avere tre possibili conseguenze: situazione pericolosa ( l’oggetto rimane nella posizione di partenza); near miss (l’oggetto cade su alcuni lavoratori, ma non colpisce nessun); infortunio (l’oggetto cade e ferisce un lavoratore). La strada da percorrere per valorizzare al meglio gli eventi accaduti, che per casi fortuiti non hanno provocato danni o infortuni, è quella di segnalarli e di farli diventare argomento di informazione in azienda. Potrebbe essere pertanto utile inserire l’evento “near miss” in un contesto di reporting, nel quale raggruppare tutti gli eventi simili. Lo scopo fondamentale dell’analisi dei near miss è quello di individuare con precisione le cause che hanno portato all’evento e trarre utili indicazioni per mettere in campo azioni correttive e preventive. Dai mancati infortuni, se correttamente segnalati, registrati e analizzati, possono emergere criticità di carattere organizzativo, tecnico o anche comportamentale. È quindi possibile correggerle tempestivamente, affinché non si ripetano con conseguenze negative sul lavoratore.

La correlazione tra “near miss” ed infortuni è stata analizzata da Herbert W. Heinrich. Nella sua analisi di 550.000 infortuni in contesti industriali negli Stati Uniti, ha identificato un rapporto quasi costante tra infortuni gravi, infortuni minori e “near miss”. Per ogni infortunio grave (con lesioni gravi/mortali), vi erano 29 infortuni minori e 300 “near miss”. Questo rapporto 1-29-300, rappresentato sotto forma di una piramide, funge da rappresentazione visiva della frequenza relativa dei diversi tipi di infortuni.

Un’ulteriore piramide della sicurezza è stata prodotta nel 2003 per conto di Conoco Phillips, con l’aggiunta del comportamento a rischio come livello supplementare alla base della piramide.

Sono diverse le figure coinvolte nella segnalazione dei “near miss”, ciascuna con un ruolo specifico: LESI (lavoratore che effettua la segnalazione di incidente): può essere coinvolto direttamente nell’incidente o averne solo conoscenza; SCI (soggetto coinvolto nell’incidente) SCI e LESI possono coincidere; GRTVI (gruppo di ricezione, trasmissione, valutazione degli incidenti): comprende diverse figure professionali, tra cui il responsabile dei lavoratori per la sicurezza, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il preposto. Nei cantieri, è prevista la presenza del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE). Il compito del GRTVI è quello di ricevere la segnalazione del near miss e valutarla adeguatamente; GRI (gruppo di risoluzione incidenti): si occupa di risolvere l’incidente nel caso in cui il GRTVI non sia in grado di farlo in modo soddisfacente. Inoltre, il datore di lavoro si accerta che la pratica relativa all’incidente sia chiusa correttamente dal GRI.

La procedura per segnalare un “near miss” è organizzata secondo dei feedback (o moduli) di differenti livelli, corrispondenti alle diverse azioni messe in atto dai soggetti coinvolti.