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News
03 Settembre 2026
FIR digitale dal 15 settembre: cosa cambia per le imprese
Il 15 settembre 2026 rappresenta una data importante per le imprese coinvolte nella produzione, nel trasporto e nella gestione dei rifiuti: termina infatti il periodo durante il quale gli operatori obbligati al FIR digitale possono continuare a emettere il Formulario di identificazione del rifiuto in formato cartaceo. Dalla stessa data diventano inoltre applicabili le sanzioni previste in caso di mancata o incompleta trasmissione al RENTRI dei dati contenuti nei formulari.
Che cos’è il FIR digitale: il FIR, acronimo di Formulario di identificazione del rifiuto, è il documento che accompagna i rifiuti durante il trasporto dal produttore o detentore fino all’impianto destinatario. Il formulario contiene le principali informazioni sulla movimentazione, tra cui: i dati del produttore o detentore; la tipologia e il codice EER del rifiuto; la quantità trasportata; i dati del trasportatore; la destinazione del rifiuto; l’esito del conferimento; le eventuali rettifiche effettuate durante la movimentazione. Il FIR digitale può essere gestito utilizzando: i servizi messi gratuitamente a disposizione dal RENTRI; l’app RENTRI FIR Digitale; un software gestionale interoperabile con il RENTRI attraverso apposite API.
Chi deve utilizzare il FIR digitale: l’obbligo riguarda i soggetti tenuti all’iscrizione al RENTRI e coinvolti nella movimentazione dei rifiuti tra questi rientrano, in particolare enti e imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, imprese che raccolgono o trasportano rifiuti a titolo professionale, commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione, consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di determinate tipologie di rifiuti, imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi, salvo le esclusioni previste dalla normativa, imprese ed enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti non pericolosi derivanti dalle attività indicate dalla legge, come lavorazioni industriali e artigianali, trattamento dei rifiuti e delle acque.
Attraverso l’area riservata del RENTRI, gli operatori possono: iscrivere l’impresa e gestirne le unità locali; individuare incaricati e sub-incaricati; tenere il registro cronologico di carico e scarico in formato digitale; produrre e gestire i formulari; trasmettere i dati previsti dalla normativa; attivare l’interoperabilità con il proprio software gestionale; effettuare i pagamenti previsti.
Come accedere al RENTRI con un’identità digitale: l’accesso all’area riservata del RENTRI richiede l’identificazione della persona fisica che opera per conto dell’impresa o dell’ente. Ogni persona deve quindi accedere utilizzando la propria identità digitale: le credenziali SPID sono personali e non possono essere cedute o utilizzate da altri dipendenti o collaboratori. Può risultare indicato per le aziende che vogliono: separare l’utilizzo professionale da quello personale; assegnare ai dipendenti un’identità digitale destinata al lavoro; organizzare meglio gli accessi ai servizi online; gestire con maggiore chiarezza attivazioni e revoche in caso di variazioni dei ruoli aziendali.
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03 Settembre 2026
